Il Quartetto delle Marche nasce nel 2008 dall’amore che i suoi quattro componenti hanno sempre nutrito per il Quartetto d’Archi, formazione considerata la regina della musica da camera. Essi infatti, provenendo da diverse esperienze musicale ed essendo amici di vecchia data, hanno deciso di unire le proprie idee e le proprie passioni costituendo un Quartetto d’Archi intitolato alla regione Marche in cui essi risiedono e alla quale sono molto legati.
Ispirato all’indimenticabile Quartetto Italiano come meraviglioso riferimento, il Quartetto delle Marche affronta il vasto repertorio con umiltà, devozione e meticolosa attenzione alla partitura ma anche arricchendo l’esecuzione con idee sempre nuove frutto di una ricerca musicale costante e mai paga. L’intento è quello di farsi veicolo della musica filtrandone il naturale flusso con le proprie emozioni cosicché ogni concerto abbia la carica emotiva della prima esecuzione e la consapevolezza dell’ultima, in un naturale coinvolgimento che possa accompagnare il pubblico in uno straordinario viaggio fino all’ultima nota.
I membri del Quartetto delle Marche vantano una intensa attività cameristica che in varie formazioni, dal duo al sestetto, li ha visti protagonisti in importanti sale in tutto il mondo; alla musica da camera hanno da sempre affiancato collaborazioni con orchestre come l’Orchestra dell’Accademia Nazionale S. Cecilia, l’Orchestra del Petruzzelli di Bari, l’Orchestra da Camera di Mantova, i Solisti di Pavia, i Solisti Aquilani, la Filarmonica Marchigiana, l’Orchestra Internazionale d’Italia, l’Orchestra Rossini, l’Orchestra Verdi di Milano, l’Orchestra da Camera di Bologna dove spesso hanno ricoperto il ruolo di prime parti.
Il Quartetto delle Marche viene invitato da importanti associazioni musicali italiane e più volte richiamato riscuotendo sempre ottimi consensi di pubblico e critica.
Ecco il programma della serata, in breve:
Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791)
Quartetto K 156 in sol maggiore
Presto - Adagio - Tempo di Minuetto
Franz Joseph Haydn (1732-1809)
Quartetto op. 76 n. 2 in re maggiore “le quinte”
Allegro - Andante o più tosto allegretto - Minuetto Finale
Robert Schumann (1810-1856)
Quartetto op. 41 n. 1 in la minore
Introduzione - Andante espressivo - Allegro
Scherzo - Adagio - Presto
Il programma proposto comprende pagine dal repertorio classico-romantico per quartetto d’archi.
Nella prima parte, di W.A. Mozart avremo il quartetto K 156 in sol maggiore composto probabilmente a Milano durante il terzo viaggio in Italia del compositore nel novembre 1772. Trattasi di una composizione fresca e solare, perfetta nella sua costruzione dei temi del primo movimento assegnati con mirabile tecnica ai quattro strumenti. Il movimento lento è una pagina di linearità melodica con un pateticissimo tema del primo violino di stampo nettamente italiano, anzi napoletano e pergolesiano con alcune dolorose flessioni della melodia nelle cadenze finali; qualcosa che non si era ancora sentito in un tempo lento di Mozart. Il Minuetto che conclude il quartetto appare meno originale se pur nel trio spicca una elaborata e articolata distribuzione delle parti con misteriosa leggerezza.
Il Quartetto in re minore op.76 n. 2 di F.J.Haydn del 1797 detto “delle quinte” è di una vena propriamente demoniaca. La sua particolarità risiede nel carattere puramente astratto del primo movimento nel quale le due quinte discendenti LA_RE e MI_LA danno luogo ad una elaborazione tematica prodigiosa.
Haydn ricorre qui a tutte le risorse della composizione: forma-sonata, fuga, stretta, inverso, diminuzione ed aumentazione per costruire un movimento di sonata senza eguali. In completo contrasto segue l’Allegretto con una melodia dolce tratta da un Lied con variazioni. Il minuetto presenta un raro caso di canone a due voci in ottava ; una elegante sezione in maggiore porta al trio. Il finale è ugualmente in forma sonata con un lungo sviluppo e ripresa ampliata in maggiore. Haydn in questo quartetto usa ritmi e melodie tipici della musica ungherese.
Ascoltando l’inizio del quartetto in la minore di R. Schumannsiamo portati, attraverso l’entrata per imitazione delle voci, gli accenti e contrasti dinamici, la ripetizione , l’irruzione improvvisa dell’isolata progressione ascendente dell’intervallo di seconda ripetuti più volte, ad associarne l’atmosfera degli ultimi quartetti beethoveniani oltre all’influenza del quartetto op 43 di Mendelssohn. Nello scherzo si notano alcuni connotati caratteristici tipici “degli elfi” di Mendelssohn; movimento in 6/8 sul genere del perpetuum mobile con accenti rimbalzanti sugli accordi. L’adagio successivo è una pagina ricca di pathos permeata su una riconoscibile citazione della nona sinfonia di Beethoven.
Il finale, costruito in forma sonata, è caratterizzato ritmicamente da passaggi ad imitazione fra i vari strumenti con slanci vorticosi interrotto da un breve corale con sonorità sommesse che confluisce felicemente alla stretta finale.
Per leggere alcune note biografiche dei componenti del quartetto, scaricate la cartella stampa qui a fianco.
Quartetto delle Marche
MUSICHE DI
Beethoven (Quartetto op. 18 n 3), Schumann (Quartetto op. 41 n 1)
INTERPRETAZIONE
David Taglioni (violino), Giuditta Longo (violino), Aurelio Venanzi (viola), Andrea Agostinelli (violoncello)
10.00€ Ridotto
gratuito minori di 14 anni








