Ultima rappresentazione effettuata Domenica, 14/Febbraio/10 (NESSUNA REPLICA PROGRAMMATA)
Ditegli sempre di sí
NOTE SULLO SPETTACOLO
Ditegli sempre di sì è uno dei più importanti titoli della drammaturgia edoardiana. Scritto nel 1927, in due atti, è un esempio esilarante, amaro e grottesco di dove potesse arrivare il genio di Eduardo. Scritta per Vincenzo Scarpetta e riecheggiante in qualche modo la grande pochade scarpettiana, è la storia di un pazzo, non un pazzo finto come in Uomo e galantuomo ma un pazzo vero: “un pazzo che è fissato sulle parole, dice che la gente non parla con le parole appropriate, crea degli equivoci e fa dei pasticci…”.
«L'attore quando muore deve morire. Basta! Deve sparire! Non deve lasciare quest'ombra, questa falsa vita. E' una cosa falsa. Io ho fatto pure il cinematografo ma perché mi servivano i quattrini; non l'ho fatto per piacere. Solo il teatro mi ha dato gioia, sempre. E quello che mi ha dato contatto con il pubblico, possibilità di parlare, di cambiare, di evadere... insomma per me la vita è passata in un attimo. Meno male!» (Eduardo De Filippo)
«L'attore quando muore deve morire. Basta! Deve sparire! Non deve lasciare quest'ombra, questa falsa vita. E' una cosa falsa. Io ho fatto pure il cinematografo ma perché mi servivano i quattrini; non l'ho fatto per piacere. Solo il teatro mi ha dato gioia, sempre. E quello che mi ha dato contatto con il pubblico, possibilità di parlare, di cambiare, di evadere... insomma per me la vita è passata in un attimo. Meno male!» (Eduardo De Filippo)
RECENSIONI
teatro.org ““La compagnia del Teatro stabile di Calabria, che calca il palco del Quirino, fornisce una buona interpretazione del capolavoro di De Filippo. Originale e divertente l’idea di far interpretare Teresa da un uomo, travestito; spiccano per bravura sia Lorenzo Gleijeses, nella parte di Luigi, che Geppy Gleijeses regista e protagonista, tuttavia a questo lavoro manca qualcosa, non è presente Napoli. (di Maria Vittoria Smaldone)””
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Close-Up magazine ““Ditegli sempre di si è stato pubblicizzato come spettacolo capace di suscitare facili risate : in effetti il pubblico ride, acclama gli attori al solo entrare, omaggia il talento o forse la fama, riscopre modi di fare, spiacevoli, d’altri tempi. Un primo successo è garantito, e non solo commerciale. Questo ci preme specificare : un teatro che sa conquistare il suo pubblico, qualunque esso sia, è riuscito ad instaurare una comunicazione, dialogo, attesa, contatto ; è riuscito, cioè, a rispettare la sua essenza di luogo di scambio e comunione.””
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Corriere della Sera ““... tra gli scorci di un mondo capovolto, le scene sono di Paolo Calafiore, il «pazzo» Michele Murri, interpretato dallo stesso Gleijeses, è ostinatamente attaccato alla parola che è quello che significa e null' altro, se uno dice «sono morto» gli manda un biglietto di condoglianze […]
E questo senso d' assurdo angoscioso, di meccanicità di pensiero figlia di un dolore di vivere è ben reso dall' ottimo Geppy Gleijeses con una recitazione intelligente che ha il ritmo ossessivo e al tempo stesso sincopato dello «sragionatore» ragionante, del «diverso», e come tale pericoloso, a cui dire sempre di sì. (di Poli Magda)””
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teatro.org ““La compagnia del Teatro stabile di Calabria, che calca il palco del Quirino, fornisce una buona interpretazione del capolavoro di De Filippo. Originale e divertente l’idea di far interpretare Teresa da un uomo, travestito; spiccano per bravura sia Lorenzo Gleijeses, nella parte di Luigi, che Geppy Gleijeses regista e protagonista, tuttavia a questo lavoro manca qualcosa, non è presente Napoli. (di Maria Vittoria Smaldone)””
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Close-Up magazine ““Ditegli sempre di si è stato pubblicizzato come spettacolo capace di suscitare facili risate : in effetti il pubblico ride, acclama gli attori al solo entrare, omaggia il talento o forse la fama, riscopre modi di fare, spiacevoli, d’altri tempi. Un primo successo è garantito, e non solo commerciale. Questo ci preme specificare : un teatro che sa conquistare il suo pubblico, qualunque esso sia, è riuscito ad instaurare una comunicazione, dialogo, attesa, contatto ; è riuscito, cioè, a rispettare la sua essenza di luogo di scambio e comunione.””
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Corriere della Sera ““... tra gli scorci di un mondo capovolto, le scene sono di Paolo Calafiore, il «pazzo» Michele Murri, interpretato dallo stesso Gleijeses, è ostinatamente attaccato alla parola che è quello che significa e null' altro, se uno dice «sono morto» gli manda un biglietto di condoglianze […]
E questo senso d' assurdo angoscioso, di meccanicità di pensiero figlia di un dolore di vivere è ben reso dall' ottimo Geppy Gleijeses con una recitazione intelligente che ha il ritmo ossessivo e al tempo stesso sincopato dello «sragionatore» ragionante, del «diverso», e come tale pericoloso, a cui dire sempre di sì. (di Poli Magda)””
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AUTORE
Eduardo De Filippo
REGIA DI
Geppy Gleijeses
MUSICHE DI
Matteo D\'Amico
SCENOGRAFIE
Paolo Calafiore
LUCI
Luigi Ascione
COSTUMI
Gabriella Campagna
INTERPRETAZIONE
Geppy Gleijeses, Gennaro Cannavacciuolo, Lorenzo Gleijeses, Gigi De Luca, Gina Perna, Antonio Ferrante, Ferruccio Ferrante, Gino De Luca, Stefano Ariota, Laura Amalfi, Felicia Del Prete
PRODUZIONE
Teatro Stabile di Calabria
18.00€ Ridotto
Eduardo De Filippo
REGIA DI
Geppy Gleijeses
MUSICHE DI
Matteo D\'Amico
SCENOGRAFIE
Paolo Calafiore
LUCI
Luigi Ascione
COSTUMI
Gabriella Campagna
INTERPRETAZIONE
Geppy Gleijeses, Gennaro Cannavacciuolo, Lorenzo Gleijeses, Gigi De Luca, Gina Perna, Antonio Ferrante, Ferruccio Ferrante, Gino De Luca, Stefano Ariota, Laura Amalfi, Felicia Del Prete
PRODUZIONE
Teatro Stabile di Calabria
PREZZI INGRESSO:
20.00€ Intero18.00€ Ridotto
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