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Si ride tanto, ma ci sarebbe poco da ridere…

Darsi della milf ci può stare, se si declina questa categoria al maschile. Perché Angelo Pintus, comico popolare tra i giovani eppure capace di essere trasversale in ogni età di pubblico, non ha nessuna intenzione di fare il salto dall’altra parte del gender, come si dice oggi.

La milf, per chi non lo sa e sorvolando sull’acronimo volgarotto in lingua inglese che spiega la parola, è la mamma ancora giovane che, guarda un po’, piace un sacco agli amici dei suoi figli. Ormai sono una milf – titolo del suo nuovo one man show in arrivo al Teatro La Fabbrica (21:00 domenica 30 aprile) vuole essere infatti la cronaca di un passaggio epocale. Almeno per lui. Il passaggio agli anta: l’approdo ai temuti e stimolanti quaranta. C’è chi rischia la crisi esistenziale a cinquanta, chi a trenta si fa prendere dall’ansia da coppia e fuggirebbe in un viaggio on the road e chi, come Pintus, vede i quaranta come gli anni in cui devi decidere, una volta per tutte, se dare più spazio nel guardaroba ai jeans strappati o alle giacche, alle t-shirt o alle camice.

I quaranta sono quelli in cui sei troppo vecchio per fare alcune cose, ma troppo giovane per farne altre – spiega con filosofia immediata il comico cabarettista di Trieste, giunto alla notorietà grazie al tv show Colorado – Alla fine, ci sono arrivato. E pensare che da bambino vedevo i quarantenni amici dei miei genitori e mi sembravano così vecchi! Mi dicevo: ma è possibile poter vivere così a lungo?. Queste, ora, sarebbero riflessioni da fare stringendo un bel cornetto rosso napoletano tra le dita.

In verità, Angelo Pintus si sta godendo da un po’ di tempo una parabola professionale molto gratificante: la stagione scorsa, il comico (e imitatore: popolari i suoi Bruno Pizzul Ibrahimnovic e Antonio Banderas anche se lui ribadisce non sono un bravo imitatore) fece addirittura il botto con la conquista del Forum di Assago e il passaggio come ospite al Festival di Sanremo. Dalla fine del 2013 con lo show ’50 sfumature di Pintus’ feci 150 spettacoli per duecentomila spettatori spiega Alla fine il teatro è il mio mondo prediletto, anche se alla tv devo molto: sono cresciuto guardando Corrado, Vianello e Gigi Sabani, i miei idoli. Da loro ho imparato anche a scegliere una comicità mai divisiva, che coinvolgesse tutte le età e le categorie. Ecco perché la satira politica la tengo alla larga. Come no, c’è chi gli darà del ruffiano o del piacione.

Al pubblico più giovane, forse, è gradito un po’ anche per questo: Pintus non si traveste né si trasforma, tantomeno si imbruttisce per strappare la risata, il look con cui si presenta in scena e sempre casual e infallibilmente di tendenza. «Non dico di non stare attento al look, ma la priorità per me è la comodità».

Categorie: teatro

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